|
CONVEGNO 26 MAGGIO 2007 - ORE 10:00
HOTEL MIDI

|
Giuseppe De Lorenzo a cinquant’anni dalla sua scomparsa
Marcello
Schiattarella - Dipartimento di Scienze Geologiche
Università degli Studi della Basilicata
Chi si è occupato di
Scienze della Terra in Italia, con particolare riferimento al complicato
assetto strutturale dell’Appennino meridionale e ai suoi caratteri
stratigrafici e morfologici, non può non conoscere Giuseppe De Lorenzo,
il grande geologo lucano. Ma questo vale, per la verità, anche per chi
si è occupato di sinologia, filosofia orientale e storia delle
religioni. E qui sta la prima diversità del De Lorenzo rispetto allo
“scienziato-tipo”: a quale tradizione appartiene?
Giuseppe De Lorenzo nasce a Lagonegro il 24 aprile del 1871, in una
famiglia che potremmo definire agiata e che fu certamente di sprone alla
fantasia del naturalista fin dall’infanzia. Perde presto entrambi i
genitori e questo deve aver generato quella nota malinconica del suo
carattere che traspare in molte sue opere, soprattutto del secondo
periodo (quello cioè maggiormente dedicato allo studio filosofico) e in
qualche carteggio privato. L’amore incondizionato per la geologia lo
porta comunque alla pubblicazione – a soli ventuno anni e prima di
conseguire la laurea – della ben nota memoria intitolata “Osservazioni
geologiche nei dintorni di Lagonegro”, pubblicata sull’allora
prestigiosissima rivista dell’Accademia dei Lincei. Si laurea in Scienze
Naturali all’Università di Napoli nel 1894, a ventitré anni, con il
massimo dei voti e con la lode. Nel 1896 pubblica i suoi “Studi di
geologia nell’Appennino meridionale”, opera fondamentale del suo
percorso e soprattutto fonte di ispirazione continua per un paio di
generazioni a venire. È invece del 1899 la ponderosa sintesi sul vulcano
del Monte Vulture (“Studio geologico del Monte Vulture”), assolutamente
straordinaria per le conoscenze di allora.
Le scoperte geologiche e la visione innovativa del giovane De Lorenzo
portarono all’organizzazione di un congresso della Società Geologica
Italiana in terra lucana, proprio a Lagonegro, che onorò da par suo con
la stesura della “Guida geologica dei dintorni di Lagonegro in
Basilicata” (1898), orgogliosamente presentata dal suo maestro, il Prof.
Bassani dell’Università di Napoli (che De Lorenzo si limitò a chiamare
Professore, invece di Signor Professore, solo dopo aver conseguito la
cattedra nello stesso ateneo). Insieme con il famoso volume intitolato
alla “Terra madre”, pubblicato nel 1920, questi scritti costituirebbero
da soli materiale sufficiente per la venerazione di un insostituibile
Maestro di scienza.
De Lorenzo fu in realtà autore di centinaia di note scientifiche, tutte
di estrema rilevanza per le conoscenze dell’epoca, e non solo: per i
geologi e paleontologi del Quaternario è per esempio ancora oggi un
solido riferimento il suo fondamentale lavoro del 1898 sui bacini
intrappenninici (“Reliquie di grandi laghi pleistocenici nell’Italia
meridionale”). Fu vincitore nel 1897 del premio dell’Accademia di
Scienze di Napoli, l’anno successivo del Premio Reale dei Lincei e nel
1901 del Premio Molon. Nel 1913 è senatore del Regno. Ma lo scienziato –
per il quale, basti pensare, fu istituita la prima cattedra di Geografia
Fisica dell’Italia meridionale (1907) – è anche autore di note pervase
da profonda conoscenza filosofica, storica e artistica, come lo scritto
dedicato al “Significato geologico di alcuni miti ariani”, del 1901,
quando De Lorenzo, che ha da poco compiuto i trent’anni, è già nel pieno
della sua maturità intellettuale e scientifica. E, ancora, fine autore
di saggi su Leonardo da Vinci e Giordano Bruno, solo per citarne alcuni.
L’apice della sua “seconda carriera”, se così vogliamo dire senza essere
riduttivi, fu però toccato con gli scritti sul buddismo e la traduzione
dal canone pâli dei discorsi di Buddha.
Giuseppe De Lorenzo fu allora pienamente uomo dell’ottocento – pur
avendo vissuto la maggior parte della sua vita nel secolo breve – e
degno erede di una tradizione che potremmo definire di visione olistica
della conoscenza, nella quale scienza e umanesimo si incontrano senza
compromessi, in una integrazione culturale talmente armonica che oggi ci
rende confusi e ammirati di fronte all’apparente dicotomia della sua
vita.
Giuseppe De Lorenzo muore a Napoli il 27 giugno 1957, all’età di 86
anni.
Marcello
Schiattarella
Presidente Comitato Scientifico
Cai Sezione "G. De Lorenzo"
Lagonegro |