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Situata sull’antica via Popilia, Lagonegro già in epoca romana, fu centro importante, luogo di sosta per tutti i viaggiatori. Il nome Lacus Niger, italianizzato in LAGONEGRO, compare il 1079 nella Bolla di Mons. Alfano, Arcivescovo di Salerno. Dal 1297 al 1551, Lagonegro fu sotto la dominazione feudale. I Lagonegresi con Paolo Marsicano si ribellarono e nel 1556 acquisirono la libertà e passarono al Regio Demanio. Con Cristoforo Grossi a Napoli la città aderì alla Repubblica Partenopea. Successivamente Lagonegro fu sede di Sottointendenza, Capoluogo di distretto e Capoluogo di circondario. Per più di un secolo fu anche sede di Sottoprefettura. La sua posizione geografica posta alle falde nord del Monte Sirino ha sempre rappresentato un importante nodo stradale per la viabilità dell'area sud della regione. Su un piccolo promontorio non distante dal centro urbano, sorge il borgo medievale - il Castello - al quale si accede attraverso una lunga scalinata. Oggi Piazza Grande è con la sua fontana ottocentesca il cuore della città. Abbastanza ampia ed in leggera pendenza è perimetrata da filari di alberi ed edifici del 1700 e 1800 - tra i quali merita particolare citazione la Chiesa della Trinità ,ovvero la Concattedrale. L’intero della Chiesa a un’unica navata, conserva due serie di cappelle a volta e presenta l’altare maggiore di marmo e i due altari laterali ospitanti S. Nicola, Patrono della Città e S. Maria della Neve, Protettrice della città. Alla Madonna della neve è dedicato il Santuario sulla cima del Monte Sirino. Nel centro storico sono presenti molti palazzi di particolare imponenza, tra i quali spicca per la sua bellezza Palazzo Corrado, con il suo monumentale portale, Lagonegro è stata considerata nel corso degli anni città delle cento Chiese. Alcune sono visitabili ancora oggi ed offrono al visitatore una serie interessante di opere. Nell’antica Chiesa di S. Nicola, sul Castello si può ammirare un gran dipinto raffigurante la Crocifissione e statue lignee interessanti. Molto bella la statua lignea della Vergine, custodita nella Chiesa del Rosario, la cui facciata è completamente affrescata. C’è poi da visitare la Chiesa di S. Anna, monumento nazionale al cui interno era conservato un ostensorio con una delle Spine della Corona di Cristo che attualmente si trova nella Concattedrale. Molto vaste sono le aree forestali del territorio di Lagonegro e tutte di particolare fascino. Tra queste il Lago Laudemio (m.1525 s.l.m.) che dista solo 18 Km dal nucleo urbano. La località sciistica del Lago Laudemio è considerata dagli esperti di sport invernali la migliore della Basilicata per qualità della neve e degli impianti. A quota più bassa, a tre Km dall’abitato, v'è un pianoro fitto di ontani, faggi,castagni che ospita il Monastero di S. Maria degli Angeli, fondato dai Frati Benedettini nel IX secolo e successivamente occupato dai frati Cappuccini che ne curarano dal 1536 il rifacimento delle stanze e l’ampliamento. Lagonegro per la sua varietà geologica e la configurazione deve la sua straordinaria ricchezza forestale alla varia vegetazione costituita da faggi, castagni, querce, cerri, agrifogli, e soprattutto funghi di ottima qualità. Tutto ciò fa di Lagonegro un naturale grande e polivalente museo vivente, che offre a qualunque visitatore, oltre a paesaggi incantevoli suggestivi stimoli di ricerca.
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